Le maschere

Percepisco la paura

leggo la disperazione

nascoste dietro il bisogno di possedere

le persone, i luoghi, gli oggetti, le idee,

nell’accanito tentativo di non precipitare nel vuoto,

quel vuoto guaritore, porta di accesso alla tanto agognata libertà,

ma che visto dall’alto delle nostre illusioni ci sembra così terrificante,

un abisso senza fine.

Tutto è illusione.

Tutto ciò di cui ci adorniamo

ha il solo scopo di allontanarci dalla verità.

Leggo sui visi, negli occhi, sui corpi

e nelle parole altrui ciò di cui cercano di disfarsi,

ciò di cui cerco io di disfarmi da tempi immemori,

tutti troppo impegnati a correre per sfuggire a un mostro indomabile.

Non osare mai fermarsi per paura di essere travolti e portati via senza possibilità di ritorno,

camminare in equilibrio precario terrificati all’idea di cadere e di non essere più in grado di rialzarsi,

recitare una parte per paura di non essere amati,

fare come fanno tutti per non ritrovarsi soli,

in preda al mostro indomabile.

Dimenarsi, consumare, apparire, imporsi, conformarsi, obbedire, giudicare, fingere,

seguire le mode, sedurre, nella speranza nascosta e angosciata di trovare finalmente la persona

che ci farà tornare a respirare,

che ci restituirà quel respiro diventato superficiale così tanto tempo fa

il giorno in cui essere se stessi è diventato sinonimo di pericolo.

Lasciamo cadere le maschere, il mostro non esiste.

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