Posted By Céline
Carnevale

È mattina. Apro gli occhi. Prendo la mia maschera sul comodino e la indosso.

Anche oggi, giocherò a fare l’adulto. Mi costa molto, perché non so bene come fare.

Ma così deve essere, mi hanno detto.

Stringerò i denti e uscirò nel mondo. Ho delle cose serie da fare io.

Devo guadagnare soldi, vestirmi bene, guidare una bella macchina, fare un lavoro importante, ridere, sposarmi, fare figli, comprare casa, andare in vacanza. È questo che fa un vero adulto giusto?

Le mie convinzioni sono le mie stampelle. Mi sostengono da così tanto tempo. Come farei senza di loro?

Osservo gli altri e giudico. Mi sento importante, mi sento grande. Erigo muri, così da non essere raggiungibile nella mia fragilità, nella mia autenticità. Gli altri temono le persone importanti, e io mi sentirò al sicuro.

Il mio personaggio è così ben collaudato che non tollera il minimo cambio di prospettiva. Il castello potrebbe crollare all’istante, e non me lo posso permettere.

La sera, davanti allo specchio, mi congratulo con l’adulto per la sua giornata.

Eppure, qualcosa non va.

Mi sento sola, a tratti anche disperata, ma non devo dirlo a nessuno.

Vado a letto. Mi addormento. Faccio un sogno.

Sogno di aver dimenticato la mia maschera sul comodino.

Sono uscita senza.

Non me ne accorgo subito, percepisco solo una curiosa leggerezza.

Sorrido alle persone, e loro mi sorridono, un po’ stupite.

Mi fermo a chiacchierare con degli sconosciuti. Niente di impegnativo, ma sembrano tutti più contenti dopo.

Se sorrido, sorridono anche loro. Se saluto, rispondono. Se parlo, interagiscono. Se dimostro interesse, alcuni possono anche diventare fiumi di parole, come se non avessero aperto bocca da anni.

Faccio gesti casuali di bellezza. Ed è come se vedessi i cuori degli altri riscaldarsi, i loro visi distendersi.

E nello stesso tempo, si riscalda anche il mio. Che sensazione meravigliosa.

Suona la sveglia. Apro gli occhi.

Sto per indossare la mia solita maschera, ma sento un forte disagio.

Perché non provare a portare il sogno nella realtà?

Ho deciso. Oggi uscirò nuda.

Perché il sognare è il primo passo verso il creare.

Perché siamo tutti bambini che giocano a fare gli adulti.

Perché in fondo ci sentiamo tutti soli e spaventati.

Perché basta un attimo per riscaldarci i cuori a vicenda, e rendere tutto molto più bello.

Perché un cuore riscaldato ritroverà la speranza e sarà pronto a creare bellezza.

Perché la bellezza dipende solo da noi.

Come dipende solo da noi abbattere i muri.

Non aspettiamo più che qualcuno lo faccia al posto nostro.

Creiamo insieme la nostra nuova realtà,

perché il mondo siamo noi.

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